LOVE YOUR-SELF
amarsi per amare.
Di Margherita Gradassi

Cos’è l’amore, ve lo siete mai chiesti profondamente? Avete mai provato a togliere quelle aspettative e quei condizionamenti dettati dalla società e dai cartoni della Walt Disney?
È una domanda che mi sono posta migliaia di volte, a cui ancora non ho dato una risposta univoca. Andiamo per gradi, proviamo a ragionarci insieme… Se pensate alla parola Amore qual è la prima sensazione fisica che scaturisce?
A me personalmente mi si irradia in volto un sorriso e poi l’energia che risiede nel cuore si riempie di gioia. A volte se chiedo a qualcuno cos’è l’amore mi risponde con frasi tipo “non ne voglio più sapere” “guai a chi mi si avvicina!”.
Il nostro meccanismo mentale alla parola amore fa subito emergere alla mente l’idea del partner, e di conseguenza proiettiamo su noi stessi il concetto di amore che abbiamo vissuto, e fatto nostro dalle esperienze passate. Credo che sia del tutto legittimo e normale, ma allo stesso tempo penso sia veramente limitante per descrivere un sentimento così grande.
Avete mai pensato alla gioia e all’amore appunto che potete percepire a contatto con la natura? quel qualcosa che vi fa sentire tutt’uno con ciò che vi circonda? E l’amore per gli amici fatto tendenzialmente di rispetto e tolleranza, per non parlare dell’amore dei familiari che si spera sempre sia composto di parole come “io ci sarò sempre per te e ti amerò a priori”.

Proprio su questo sentimento vorrei soffermarmi perché a mio avviso è qui che risiede la risposta alla nostra domanda.
Dentro di me avevo la sensazione che il concetto di amore, quello vero, fosse del tutto incondizionato, cioè amare senza “se” e senza ” ma”, rispettare l’altro per quello che è ed accettarlo senza remore e condizioni, accogliendone i difetti e le limitazioni, ho compreso profondamente che questo amore dovrebbe essere riservato ai figli e a noi stessi. Se ci pensate solitamente è il primo amore che ci viene insegnato, quello della prima carezza di una madre.
Qui però a volte iniziano i problemi, se la madre non ha imparato ad amare può riuscire a trasmettere al proprio figlio amore? Quello vero? Allora cosa vuol dire imparare ad amare?
Le parole da spendere sarebbero tantissime ma voglio far spazio ad un concetto che avrete sentito e letto ovunque, “per amare gli altri è fondamentale amare se stessi”. Sembra facile giusto? Per amarsi basta piacersi, non giudicarsi, accettarsi, essere fieri di se… Semplicissimo se tendenzialmente siete dei narcisi, e questo è tutta un altra situazione che porta altri problemi fino a diventare ossessionati da se stessi.
Quando si parla di amore tra adulti in rapporto di coppia la mia idea di amore è fatta di scambio, reciprocità del dare e nel ricevere e per essere pronti ad uno scambio equilibrato non si deve nascondere il proprio bisogno dell’altro. Questo scambio si deve verificare a tutti i livelli: materiale, emozionale, sessuale, mentale e spirituale ed è la forza che persevera e sostiene la relazione, più questo scambio è attivo più è profonda la relazione. Non appena accade che uno dà più dell’altro o uno prende più dell’altro, le cose si squilibrano poiché è come se chi dà di più diventasse il genitore e chi dà di meglio il figlio o il fratello minore. Per conservare veramente l’equilibrio dell’amore è indispensabile comportarsi da figli verso chi ci ha dato la vita, da adulti verso chi abbiamo scelto come partner e da genitori verso i nostri figli.
Ammetto che il mio processo per raggiungere questa consapevolezza è stato complesso e doloroso ed è passato attraverso l’amore, in primis di me stessa e delle mie esigenze e vuoti affettivi. Dicendovi questo quello su cui vorrei farvi riflettere è se nel dare e ricevere amore avete mai provato a darlo e riceverlo veramente da voi stessi.

In questi giorni sto provando una meditazione che è assolutamente in linea con questo concetto: vi propongo di testarla per almeno una settimana e valutarne gli effetti.
Stendetevi, state a sedere o se preferite anche in piedi, chiudete gli occhi e respirate profondamente per rilassare il corpo nel migliore dei modi, quando vi sentite a vostro agio iniziate a visualizzarvi davanti a voi ed iniziate a sorridervi.
Le sensazioni che scaturiranno saranno svariate: a me personalmente è capitato di ridere, piangere, abbracciarmi…ma la sensazione più resistente è sempre stata quella di perfetta unione, sapete le due mezze mele che si incontrano? Ecco una cosa del genere.
Se poi volete ottenere un effetto ancora più catartico e profondo iniziate ad immaginarvi ma questa volta da bambini, semplicemente lì davanti a voi, cullatevi, giocate con voi stessi, sorridetevi, ma soprattutto amatevi, lasciate scorrere quel raggio di luce che parte dal vostro cuore e fatelo arrivare al vostro cuore.

Questo esercizio riparerà vecchie ferite, vi darà la possibilità di darvi tutto l’amore che avete sempre desiderato ricevere: quello incondizionato, senza increspature ne abiti, senza se e senza ma.
Siamo spesso capaci di dire “ti amo” ma dire “mi amo”?
Provare non nuoce.
Buon amore vero a tutti!
Febbraio 10, 2025
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