30 giorni di Social Media Detox.
Io ho provato e tu?
Di Margherita Gradassi

Ok il mio tempo di silenzio è terminato, finalmente posso esporvi tutti i dati del mio esperimento, quale esperimento vi chiederete voi, come quale esperimento…non vi siete accorti che sono stata assente dai social per ben 1 mese! Ma vi rendete conto 1 mese senza like, post, tags, hashtag, commenti, e soprattutto senza Stories e dirette, un mese senza la possibilità di utilizzare il pollice opponibile per scattare foto e selfie ideati per … per… per.. ecco il punto, per che cosa?
Qualche anno fa scrissi un articolo che parlava di detox elettronico da orologio, TV, computer e telefono, esperimento che naturalmente decisi di fare per necessità di scrittura ed esperienza di vita, negli ultimi tempi però la nube elettronica intorno a noi si è intensificata parecchio, e come Blob, il fluido che uccide (scusate la licenza cinematografica) ci troviamo invasi, immersi continuamente in un marasma d’immagini, commenti, articoli dalle dubbie fonti, haters e followers. Stimoli, stimoli continui per il nostro cervello ma la domanda che mi sono posta è; quali sono gli effetti di questi stimoli su di noi? L’utilizzo prolungato dei social media può causare ansia e invidia. Lo hanno dimostrato molti studi, fra cui quello di Margaret Duffy e dei colleghi della Missouri School of Journalism. Controllare la home di Facebook, Twitter o Instagram è un modo per restare informati ma, se fatto compulsivamente, diventa una perdita di tempo. Arriva un certo punto in cui ci si impone di mettere un limite alla vita sociale online.
Vi invito con questo articolo a porvi delle domande, la prima di esse è se avrete sufficiente concentrazione per riuscire a leggere fino in fondo all’ultima riga senza controllare il vostro cellulare. Perché vi dico questo? Perché il nostro tempo di concentrazione si sta sensibilmente riducendo, e molto probabilmente anche i nostri neuroni.

Il mio cervello abituato a studi scientifici e farmaceutici ha imparato a suddividere ciò che gli è proposto con una schematizzazione da indice terapeutico, cioè il rapporto tra la dose letale e la dose efficace , raggiungendo poi un RDA (dose giornaliera raccomandata). Che strano cervello che hai Margherita! Ma cosa c’entra tutto ciò con i social? Il nostro cervello reagisce ai social come reagisce all’alcool e alle droghe. Lo sapevate?
Domanda numero 1 da porvi. Quanto tempo passate su Facebook ,Instagram o Twitter?
La media è di 40 min al giorno moltiplicato per 2 social fa 1 ora e 20 minuti al dì in cui state incollati al piccolo schermo del vostro cellulare. Vi piace? Anche Zuckerberg probabilmente ha fatto alcuni dei miei ragionamenti altrimenti non avrebbe inserito nei suoi social la possibilità di vedere il tempo medio trascorso in compagnia delle app. In Instagram lo trovate facilmente alla voce “Le tue attività” e in Facebook dentro impostazioni “Tempo trascorso su Facebook”
80 minuti al giorno sicuramente non è una Dose Giornaliera Raccomandata.
Il mio esperimento è stato osservato con un occhio molto scientifico. Ogni giorno ho guardato le mie emozioni e le mie reazioni come se fossi un topo da laboratorio.
Prima di parlarvi degli effetti devastanti dell’astinenza social premetto che la mia media giornaliera era di 20 minuti e io, i social, li uso prevalentemente per lavoro. Controllate la vostra.
I primi giorni come ogni dipendenza che si rispetti sono sempre i più difficili, l’astinenza si fa sentire nei piccoli gesti e in particolare nei temutissimi tempi morti. Mentre faccio benzina, mentre attendo il verde del semaforo, in ascensore, prima di andare a letto, appena sveglia, per non parlare poi del tempo tra una pubblicità e l’altra e ultimo ma fondamentale; sul water! La mia mano cercava durante la giornata il cellulare per poi rendersi conto che non aveva nulla da fare.
Arresa a questa fase di vuoto, sono passata a sentire che mi stavo perdendo qualcosa, io non sapevo più, non sapevo più nulla dei cazzi degli altri. Non sapevo più cosa aveva mangiato tizio, non sapevo più dove era a lavorare caio, e sempronio quale foto super cool avrà postato oggi? Effettivamente mi sono sentita un po’ spaesata, tutti i miei amici immaginari erano scomparsi in un nano secondo e con loro tutte le loro vite e gif legate ad esse. E ora con chi mi sarei confrontata, quali sogni infranti avrei avuto e invidie alimentato, quali stupide risate mi stavo perdendo, quali carriere in ascesa non mi avrebbero più stimolato e a quali domande non stavo rispondendo?
Dopo quasi una settimana la tentazione di reimpostare le app nel mio cellulare è stata forte, ma io oltre ad essere testarda avevo deciso di usare il mio corpo e il mio cervello per la scienza, non potevo più tirarmi indietro.
Dalla mancanza sono passata in pochi giorni allo schifo e al disappunto, osservavo le persone accanto a me con grande irritazione se le vedevo abbracciate al loro cellulare e ancora di più se notavo che trascorrevano tempo sui social, “mi sembri uno zombie!” dicevo, li vedevo grigi, privi di vita ed energia e probabilmente il mio occhio non vedeva qualcosa di veramente lontano dalla realtà. Provavo un certo fastidio nel basso ventre se sentito frasi come “mi hai fatto una stories?” oppure “facciamo questa foto che la posto” che fastidio mamma mia! Avrei preso quei cellulari e scaraventati chissà dove. Ho adorato Instagram dal primo momento perché potevo esprimermi con le mie foto in maniera assolutamente democratica, ed ora cos’era? Un serbatoi senza fondo per mettersi in mostra e far vedere chi era più figo? Chi fa il selfie con la bocca più a culo di gallina? No dai non sarà solo questo!

Dalla demonizzazione sono poi passata alla libertà e al disinteresse.
Ho iniziato a notare che la mia capacità di concentrazione era aumentata, la qualità del mio sonno migliorata, il mio umore più leggero, il mio tempo libero più libero, il mio vivere il presente più presente.
Ottimo! Alla terza settimana ero completamente disintossicata! Per non parlare poi della privazione di energia che danno gli apparecchi elettronici, ma su questo dovrei scrivere tutto un altro articolo con basi di fisica quantistica e leggi di attrazione.
Gli effetti collaterali erano spariti, il wash out farmaceutico dai social media era avvenuto. I am Free!
Ma ora, Sì ora sono nel momento clou, devo rientrare a far parte di questo micro mondo che oramai ci appartiene, ci connette e in particolare nel mio caso mi permette di lavorare, farmi pubblicità e donarmi la libertà di esprimere quello che penso e propongo e perché no, anche far riflettere. Non vi nascondo però che questo mi fa scaturire un po’ di ansia, so già a cosa andrò incontro, mi imporrò di creare foto , stories e contenuti accattivanti per emergere da un mercato quasi saturo.
Andy Warhol disse che prima o poi tutti avranno il loro quarto d’ora di notorietà. Lungimirante Andy.
I Social Media non sono il diavolo in terra, ma il loro utilizzo può diventare un’arma a doppio taglio.

Rientrando ho deciso di fare pulizia. Amo l’arte e continuerò a nutrirmi del bello, fotografi, artisti, personaggi che mi ispirano, che hanno qualcosa da trasmettere e raccontare attraverso le loro immagini, attraverso ciò che pubblicano, pagine che mi danno informazioni interessanti che mi spronano a viaggiare a scoprire a crescere personalmente, immagini che mi fanno ridere, persone con idee bizzarre, selfie che trasmettono emozioni rimarranno nel mio bouquet personalizzato.
Questo è quello che continuerò a guardare perché i social sono veramente democratici se usati nella giusta maniera, la maniera sbagliata qual è ? Fate anche voi l’esperimento di togliere le app per qualche settimana, se riuscite a farlo, e lo scoprirete da soli.
Io vi lancio questa challenge, rimango in attesa dei vostri commenti.
Febbraio 10, 2025
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