PORTAR LUCE NEL BUIO

Di Margherita Gradassi

L’altro giorno mi sono ritrovata tra le mani un libro di Osho e aprendo a caso ho letto “Non riesci a vedere alcuna bellezza nella tristezza? Meditaci sopra. La prossima volta che sarai triste, non lottare, non sprecare tempo lottando. Accetta la tristezza, dalle il benvenuto, lascia che sia ospite ben accetto, e rimarrai sorpreso perché la tristezza possiede alcune bellezze che la felicità non potrà mai avere

Naturalmente tutto ciò mi ha fatto ragionare e meditare a lungo e sì, sono arrivata alla conclusione che tristezza e felicità sono le facce della stessa medaglia, accettando una accoglieremo totalmente anche l’altra.

Però allo stesso tempo mi sono domandata come affrontare i momenti difficili della vita, e questo potrebbe essere per molti un momento non troppo piacevole. Ecco i miei suggerimenti per portare luce anche nel buio.

1. Sfoga la frustrazione

Anche se non è sano nutrire la rabbia e tenerla in vita, non è altrettanto sano indossare una maschera e fingere un sorriso. Questa tattica porta quasi sempre ad un’improvvisa implosione autodistruttiva, che a sua volta mina i rapporti attorno a voi.

Siate sinceri con voi stessi e con gli altri, vi sentirete più liberi.

Cercate invece un modo per liberare la rabbia: parlare con un amico, pianificare un serio allenamento sportivo, scrivere o esprimersi in modo creativo (ad esempio attraverso la musica o la pittura).

2. Ricorda che non sei solo

Anche se vi sentite soli, esistono persone in tutto il mondo che stanno attraversando situazioni molto simili a quella in cui ci troviamo personalmente e nazionalmente, e altrettante persone che sono risorte dalle ceneri come splendide fenici trovando nuove soluzioni pratiche, emotive ed economiche per svoltare. Quindi abbiate pazienza e cercate di accogliere ciò che arriva con atteggiamento zen.

3. Considera ciò che è produttivo

Urlare, gridare, piangere, sono azioni che possono aiutare a sfogare ma non allontaneranno i problemi.

Cercate di trovare delle piccole abitudini quotidiane che vi aiutino a trovare la calma.

Nello stato mentale di calma e beatitudine le risposte arrivano da sole. Respirare, meditare, ballare. Forse leggendo qualcuno di voi sta pensando, “ok ma non ho tempo, non so fare, non ho mai provato” ecc… ricordatevi una cosa, sono tutte scuse, la cosa importante è iniziare.

4. Focus su te stesso

Non importa quanto male possiate aver ricevuto o stiate vivendo, avete sempre una scelta per quanto riguarda voi stessi.

Di base non è possibile controllare le azioni degli altri o le numerose catene complesse di causa ed effetto in tutto il mondo, ma è possibile controllare i propri comportamenti, e qui sta il vostro potere! Osservando voi stessi in relazione agli altri, potete sempre comprendere ciò su cui lavorare per andare verso la vostra serenità.

Molto spesso accade che, quello che cambia, non è il comportamento degli altri o degli eventi, ma la vostra reazione.

5. Agisci subito

Quando sì è afflitti o annoiati si vorrebbe passare tutto il tempo sotto le coperte.

Potete farlo anche tutti i giorni: accogliere il dolore è terapeutico ma è necessario circoscriverlo ad un momento della vostra giornata, vivetelo pure in maniera molto intensa, fino in fondo ma poi finito quel tempo uscite da quello spazio e dedicatevi ad altro.

Dovete agire anche se con fatica, agire porta fuori dalla posizione passiva e apre nuove possibilità che prima non avreste notato.

La pozzanghera prima o poi terminerà se continuate a camminare.

6. Non aver paura di chiedere aiuto

Molto spesso si pensa di riuscire a fare tutto da soli, non abbiate paura di chiedere aiuto. L’assistenza di qualcuno può rendere la vita più facile in questo momento.

Esistono tanti tipi di persone in attesa di aiutare, da membri della famiglia a buoni amici, gruppi di sostegno o terapisti. Non c’è vergogna nel chiedere sostegno per tornare in piedi, per tornare a sperare, per sorridere anche nella difficoltà, chiedere aiuto e lavorare su voi stessi vi permetterà di conoscervi maggiormente e stimolare di più la vostra resilienza.

7. Sostenitori di Luce

Nel momento in cui arriva un problema all’interno di voi stessi nasce già la soluzione, basta solo cercarla e vederla.

La floriterapia di Bach ad esempio aiuta proprio in questo processo, nel caso specifico un buon sostegno per il periodo così strano e incerto che stiamo vivendo potrebbe essere una miscela composta da:

MUSTARD il fiore della luce, dalla sofferenza alla grandezza dell’anima

GENTIAN il fiore della fede, dal dubbio alla fede

ROCK ROSE il fiore dell’escalation, dal panico all’eroismo

MIMULUS il fiore del coraggio, dalla paura del mondo alla fiducia nel mondo

8. Comprendi la lezione

Ogni situazione difficile o dolorosa che si incontra ha qualcosa da insegnare.

Che si tratti di una piccola lezione pratica (ad esempio come prendersi più cura di alcuni oggetti che non si vogliono perdere) o una massiccia lezione psicologica (ad esempio, come non essere emotivamente vulnerabili nei confronti di determinate persone o situazioni), questa nuova conoscenza è destinata a migliorare la vostra vita.

Buona lettura,

Margherita

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